Allarme negli ospedali, l’Avis invita i cittadini a donare sangue


Emergenza sangue in Puglia. Mancano all’appello almeno duecento sacche.

“D’accordo con la direzione sanitaria del Policlinico, visto il persistere della gravissima situazione di carenza, siamo stati costretti a sospendere gli interventi chirurgici “programmati” per i pazienti di gruppo zero (positivo e negativo) per assoluta carenza di sangue”.

“Quando si può, bisogna essere presenti”, così un ragazzo in attesa di compiere il suo gesto di gratuità stamattina al centro trasfusionale dell’ospedale Mons.

“L’invito quindi è quello di recarvi a donare nel più vicino centro trasfusionale. E’ possibile donare dopo aver consumato una leggera colazione a base di caffè o thè e pochi biscotti secchi” afferma la Presidente di Avis Andria, Mariagrazia Iannuzzi.

COSA SONO I GRUPPI SANGUIGNI

Fu Karl Landsteiner a scoprire, agli inizi del ‘900, il primo sistema di gruppo sanguigno, da lui denominato AB0 (noi diciamo A, Bi, Zero, ma la O finale in realtà era l’iniziale del tedesco “ohne”, che vuol dire senza, per cui nei paesi di lingua inglese o tedesca si dice A, Bi, O). In base alla presenza o assenza sul globulo rosso di due “antigeni eritrocitari” chiamati A e B si distinguono quattro gruppi sanguigni: gruppo A, gruppo B, gruppo AB (quando sul globulo rosso sono presenti entrambe le sostanze) e gruppo 0 (in assenza di entrambe). La scoperta di Landsteiner fu facilitata dal fatto che il sistema AB0 è l’unico (lo si scoprì però dopo) in cui ogni individuo sviluppa naturalmente, già dal terzo mese di vita, degli anticorpi diretti verso gli antigeni eritrocitari diversi dai propri: i soggetti di gruppo A sviluppano degli anticorpi anti-B, i soggetti di gruppo B anticorpi anti-A, i soggetti di gruppo 0 sviluppano anticorpi sia anti-A che anti-B, mentre i soggetti di gruppo AB non sviluppano nessun anticorpo.

Dalle funzioni che sono state descritte, e che non possono essere vicariate da altri organi o tessuti, si può comprendere come il sangue sia una risorsa indispensabile alla vita. Se gli organi preposti alla produzione delle cellule del sangue si ammalano al punto da ridurre drasticamente l’immissione in circolo di nuove cellule, o se un danno di uno o più grossi vasi determina una abbondante fuoriuscita di sangue, chiamata emorragia, per garantire la sopravvivenza dell’ammalato è necessario l’apporto esterno di sangue, apporto che viene chiamato trasfusione

Non esiste altra fonte di approvvigionamento del sangue se non il corpo in cui esso viene naturalmente prodotto ed in cui circola, sia esso umano o di altra specie. Nei secoli passati furono fatti tentativi di trasfondere all’uomo sangue di origine animale, ma i risultati non furono molto soddisfacenti, poiché ci si rese presto conto che il corpo umano rifiutava il sangue appartenente ad altra specie, reagendo talora anche violentemente. Periodicamente, ormai da decenni, i mezzi di comunicazione annunciano la scoperta del sangue artificiale, ma per ora di artificiale c’è solo la notizia: ciò che si è riusciti a produrre in modo artificiale sono alcune proteine della coagulazione, quindi una minima quota del plasma, ed alcune molecole che, per alcune ore, sono in grado di svolgere la funzione di trasporto dell’ossigeno che è propria dell’emoglobina. La ricerca ormai, più che sull’artificiale, si è orientata sulla produzione “in vitro”, cioè sulla replicazione, al di fuori dell’organismo umano, della catena produttiva delle cellule del sangue, partendo però da cellule umane, le famose “cellule staminali”. Gli esperimenti effettuati hanno dato risultati positivi, ma i costi di un’unità di sangue prodotta “in vitro” rispetto a quella ottenibile da un donatore di sangue sono incomparabilmente maggiori, anzi, proibitivi. L’unica fonte di sangue da trasfondere ad un essere umano è quindi un altro essere umano. Si possono fare scorte del nostro sangue? Si possono fare scorte congelate di emocomponenti, ma congelare il sangue non è come surgelare del cibo: al momento del congelamento le cellule sono vive e funzionanti e tali devono restare anche dopo lo scongelamento. Ora, una simile procedura, che assomiglia più all’ibernazione che al congelamento, è possibile, ma è complessa e costosa, ed è pertanto adottata solo in situazioni molto particolari, come quella della conservazione di unità di sangue di gruppo raro.



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