Caos Sicilia: candidato grillino arrestato per estorsione


Anche il Movimento 5 Stelle aveva in lista il suo «impresentabile». Ieri all’alba è stato arrestato l’imprenditore agrigentino Fabrizio La Gaipa, 42 anni, in corsa alle regionali siciliane del 5 novembre, dove è risultato il primo dei non eletti nella provincia di Agrigento con 4.357 voti. L’ipotesi di reato è estorsione. La Gaipa, titolare dell’albergo “Costazzurra Museum & Spa” avrebbe versato ai lavoratori stipendi inferiori a quelli effettivamente dichiarati, costringendo due suoi dipendenti a firmare buste paga false.

Il M5S conosceva prima delle elezioni le accuse rivolte al suo candidato: a dare notizia ai vertici politici regionali e nazionali delle denunce presentate in Procura dai dipendenti dell’hotel erano stati alcuni attivisti del movimento, che avevano inviato al blog di Beppe Grillo una mail con alcuni file allegati. In seguito alla segnalazione, i leader ne chiesero conto per due volte all’aspirante deputato siciliano. In entrambi i casi, La Gaipa avrebbe consegnato certificati nei quali non risultavano procedimenti a suo carico. Una risposta ritenuta sufficiente da big come Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, che si sono fatti fotografare in compagnia dell’imprenditore durante la campagna elettorale nell’Isola.

Ieri pomeriggio il M5S ha sospeso il suo iscritto (ora ai domiciliari) e si è difeso con un comunicato: «L’arresto di La Gaipa è un fatto molto grave che riguarda la sua persona e la sua impresa, ma non essendo stato eletto non è un rappresentante del MoVimento 5 Stelle. Durante il periodo della campagna elettorale e fino a ieri nulla risultava a suo carico». Ancora: «La segnalazione ricevuta sul suo conto prima delle elezioni non ha trovato riscontro nel certificato 335 né negli altri documenti che ha prodotto e fornito su nostra richiesta». Linea difensiva che naturalmente non convince Pd e centrodestra.

Il leader leghista Matteo Salvini punge: «L’onestà non si predica, si pratica giorno per giorno». Renato Brunetta (Fi) ironizza: «Com’era la storia degli impresentabili? Che dicono Di Maio, Di Battista e Cancelleri? Onestà-tà-tà- tà-tà-tà». Giorgia Meloni (FdI) attacca: «I più impresentabili erano i loro». Emanuele Fiano (Pd) se la prende con Luigi Di Maio: «Si vanta pure di aver sospeso La Gaipa. Che cosa volevafare, dargli un premio?».

«Sono un imprenditore turistico di seconda generazione, con un passato da giornalista e scrittore»: così si presentava La Gaipa sulla piattaforma Rousseau, spazio di discussione online del M5S. Ad Agrigento aveva ricoperto anche la carica di presidente del consorzio turistico Valle dei Templi, incarico abbandonato dopo la candidatura alle regionali. Definiva il suo albergo «il primo archeo-hotel del mondo», che offre non solo piatti della tradizione ma pure «trattamenti e rituali estetici del passato quali il messaggio con lo strigile».
L’arresto di La Gaipa, a nove giorni dalle elezioni siciliane, segue l’arresto del deputato Udc Cateno De Luca, che sosteneva il neo-governatore Nello Musumeci, e l’avviso di garanzia a Edy Tamajo, re delle preferenze in corsa con Fabrizio Micari (Pd).



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