Cuneo, Riattaccata la mano al bambino che viaggiava sullo scuolabus a Bra


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Un intervento davvero incredibile è quello che nella giornata di ieri è stato effettuato dai medici della Città della Salute i quali hanno riattaccato la mano al piccolo Davide, un bambino di soli sei anni di Bra, che lo scorso venerdì 28 ottobre è rimasto amputato mentre si trovava sul pulmino di ritorno da scuola. Nello specifico è accaduto che il piccolo si trovava sopra lo scuolabus che era ripartito dopo aver fatto una fermata nei pressi di borgata Tetti Mattuda e in quei momenti aveva uscito il braccio dal finestrino, forse per salutare un compagno di scuola che era sceso ed ecco che la sua mano sembrerebbe essere rimasta incastrata tra un muro e lo stesso scuolabus sul quale si trovava e lo schiacciamento avrebbe provocato l’amputazione avvenuta precisamente all’altezza del suo polso. Immediatamente è stato lanciato l’allarme da parte dell’autista dello scuolabus e sul posto sono subito intervenuti i soccorsi e tramite elisoccorso il bambino è stato trasportato presso l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino dove nel frattempo era stata preparata la sala operatoria per sottoporre il piccolo ad operazione immediata.

Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso l’intervento di reimpianto della mano destra sembra essere tecnicamente riuscito, nove lunghe ore nel corso delle quali i medici dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino hanno fatto davvero il possibile per reimpiantare la mano del piccolo paziente che adesso si trova ricoverato nel reparto di Terapia intensiva diretto da Giorgio Ivani. Bruno Battiston, chirurgo della mano e Direttore dell’Unita’ Operativa Complessa di Traumatologia muscolo-scheletrica del C.T.O di Torino si è espresso sulla delicata vicenda affermando nello specifico “Il soccorso immediato e la collaudata operatività del centro di riferimento regionale di chirurgia della mano e dell’equipe che è intervenuta hanno permesso di fare un buon lavoro” ma adesso è opportuno vedere come il bambino reagirà e quindi come recupererà la funzionalità.

Battiston ha poi proseguito affermando che il piccolo al momento si trova sedato solo per via del dolore e a proposito dell’intervento che è stato svolto il medico ha voluto precisare che, in questi casi, non basta solamente la presenza di un chirurgo specializzato ma è importante che l’intera equipe di medici che opera sia in perfetta sintonia e a proposito di come è stato svolto l’intervento Battiston ha dichiarato “In questo caso la mano è stata strappata, non recisa come può capitare e capita soprattutto negli incidenti sul lavoro, per cui la situazione è particolarmente delicata. Vanno recuperato e ricollegate le varie parti che sono state violentemente danneggiate. La velocità di intervento è in questi casi fondamentale e proprio per questo vengono formati ad hoc sia il personale delle ambulanze e del 118, sia le equipe di sala operatoria”.

Si è concluso, dopo 9 ore, l’intervento di reimpianto dell’arto per il bimbo di 7 anni che ieri si era amputato la mano destra sullo scuolabus. Fortunatamente l’esito sembra positivo, con dei tempi di recupero graduali: “Per un primo recupero nervoso dei movimenti ci vorrà almeno un anno, il bimbo si troverà davanti una situazione sicuramente migliore dall’avere una protesi”. E’ quanto dichiara Bruno Battiston, chirurgo della mano e Direttore dell’Unita’ Operativa Complessa di Traumatologia muscolo-scheletrica del C.T.O di Torino che è intervenuto tempestivamente. “Il soccorso immediato e la collaudata operatività del centro di riferimento regionale di chirurgia della mano e dell’equipe che è intervenuta hanno permesso di fare un buon lavoro, ora occorre vedere come il piccolo paziente recupererà la funzionalità”, dice Battiston all’ANSA. Il piccolo paziente è ancora sedato, “decideranno gli anestesisti cosa fare. Il paziente va sedato per una questione di dolore. I bambini poi presentano evoluzioni in questo senso particolari e personali, determinate da diversi fattori. Abbiamo ricostruito tendini e parti intere della mano con il recupero di lembi da altre parti del corpo. Andrà controllato passo per passo il processo di guarigione, contrastando continuamente il rischio di infezioni”.

“Per fare un lavoro di questo tipo – conclude Battistonnon basta un chirurgo specializzato, ma una equipe che funzioni in perfetta sintonia. Con me c’erano, tra gli altri gli ortopedici chirurghi Dino Panero e Matteo Ferrero, infermieri e anestesisti”. Si è trattato di un intervento complesso, soprattutto per la gravità dell’amputazione e per l’età del paziente: in effetti i casi di reimpianto di arti, parziali o totali, non sono una novità alla Città della Salute di Torino, l’azienda che comprende Molinette, Cto e infantile Regina Margherita, ma è raro che una situazione sia così problematica. “In questo caso – spiega il chirurgo Bruno Battiston – la mano è stata strappata, non recisa come può capitare e capita soprattutto negli incidenti sul lavoro, per cui la situazione è particolarmente delicata. Vanno recuperato e ricollegate le varie parti che sono state violentemente danneggiate. La velocità di intervento è in questi casi fondamentale e proprio per questo vengono formati ad hoc sia il personale delle ambulanze e del 118, sia le equipe di sala operatoria”. Di interventi del genere, derivanti da amputazioni di arti, in un ospedale come il Cto di Torino se ne fanno anche 6/7 l’anno, mentre sono molto più numerosi quelli relativi al reimpianto delle dita. “Il numero è in crescita – ha spiegato Battiston – per via soprattutto di incidenti stradali”.



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