Dieta del riso integrale: dimagrire 4 chili in 9 giorni, come funziona e tutti i benefici


La dieta del riso è diventata molto popolare negli ultimi tempi perché permette di dimagrire velocemente in poco tempo, ma come funziona esattamente? Per prima cosa, bisogna partire dal presupposto di riso è un alimento noto in tutto il mondo per molti benefici che porta al nostro organismo, soprattutto a livello depurativo. Esistono infatti varietà diverse di riso, ognuna con le sue proprietà specifiche caratteristiche nutrizionali, il riso nero, conosciuto anche come riso Venere, aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo; infine, il riso rosso sembra possa contribuire ad abbassare la pressione sanguigna. La dieta del riso funziona perché, oltre ai benefici già citati, il riso regala subito un grande senso di sazietà, a poche calorie, poco sodio e, inoltre, essendo un alimento drenante aiuta a combattere la ritenzione idrica.

Il bianco, per esempio, è efficace per depurare l’intestino, grazie alla grande quantità di amido in esso contenuto; il riso integrale, invece, è ricchissimo di fibre e aiuta sia il corretto transito intestinale sia la digestione. Per tutti questi motivi, con la dieta del riso si ottengono buoni risultati in poco tempo: essendo però allo stesso tempo molto rigida e poco equilibrata, deve essere eseguita solo per la durata massima di 10 giorni. Il consiglio è quello, una volta terminata la dieta del riso, di proseguire con un regime alimentare ipocalorico ma vario, così da non riprendere il i pezzi mantenere il peso corporeo raggiunto con la dieta.

C’è da aggiungere che la dieta del riso è da un punto di vista molto utile per ciò che riguarda il dimagrimento, ma quando si viene a sconvolgere un regime alimentare è doveroso agire con prudenza, e in caso di alcune incertezze è utile rivolgersi ad un medico professionista. E’ piuttosto importante dare una informazione corretta affinché il dimagrimento venga fatto nel migliore dei modi. Le donne che si trovano in stato di gravidanza, non devono assolutissimamente effettuare questo tipo di dieta, se non che quella prescritta esclusivamente da un nutrizionista. Questa tipologia di dieta, prevede uno schema piuttosto semplice, con durata di circa nove giorni, con una perdita di peso pari ai 4 chili. Lo schema è cosi suddiviso: tre giorni di riso integrale, tre giorni di pollo, tre giorni di mele. Per colazione si può variare tra un bicchiere di acqua e un succo di limone, oppure tè o caffè senza zucchero, il tutto accompagnato da una mela cotta di 200 grammi. Una dieta fatta apposta per perdere quei chili di troppo presi durante le festività di natale, dove si sa, si fanno quelle grandi abbuffate tra amici e parenti, e  vista la sedentarietà  di quei giorni,si smaltisce ben poco di ciò che si è assunto. Ciò che conta, adesso, è di mettersi in regola mangiando in modo più salutare, come ad esempio la dieta del riso qui sopra citata.

Quanti di voi hanno accumulato dei chili durante queste festività natalizie? Adesso che tutto è finito, ciò che rimane sono questi letti accumulati Per colpa delle grandi abbuffate di Natale e Capodanno. Se anche voi volete provare a eliminare questi chili nel giro di poco tempo, questo articolo sarà sicuramente al caso vostro. Oggi Vogliamo parlarvi di una dieta a base di riso integrale che pare posso permettere di perdere fino a 13 kg in un solo mese. Per chi non lo sapesse il riso è un ingrediente molto utile per poter perdere peso velocemente senza dover soffrire la fame, soprattutto senza dover rinunciare ad una alimentazione completa visto che il riso contiene davvero innumerevoli proprietà nutrizionali.

In realtà non esiste Soltanto un tipo di riso. quanto diverse forme da quello bianco, considerato un alimento detox ma ricco di amido, a quello integrale che possiede molte fibre e soprattutto è importante per regolarizzare l’intestino. La dieta di cui stiamo parlando è comunque una dieta particolarmente restrittiva e quindi per questo motivo prima di iniziare È sempre bene consultare il proprio medico. Curiosi di capire in cosa consiste questa dieta del riso integrale? Innanzitutto sappiate che va fatta per 9 giorni, i quali saranno suddivisi in un periodo di 3 giorni e relative a ciascun tipo di alimento ovvero 3 giorni di riso integrale 3 di pollo e 3 di mele. Vediamo più nello specifico il menù di questa dieta a base di riso integrale.

La colazione prevede un bicchiere di acqua con del succo del limone, a scelta poi un caffè o del tè rigorosamente senza zucchero, una mela da 200 grammi cotta al forno o al microonde. Possibile volendo aggiungere anche un po’ di cannella per insaporirla. Per chi volesse fare una colazione più sostanziosa, è possibile mangiare già di prima mattina 30 grammi di riso integrale, 100 grammi di mela a pezzetti cotta in circa 300 ml di acqua fino a che il riso non sia ben cotto frullando il tutto per ottenere una crema e servirla con un po’ di cannella e arancia grattugiata.

Per quanto riguarda il pranzo e la cena è possibile mangiare 50 grammi di riso integrale con 200 grammi di petto di pollo magro, oppure petto di tacchino. Se non si preferisce la carne e invece si vuole mangiare del pesce, è possibile pranzare con 150 grammi di tonno al naturale o di merluzzo da preparare grigliati oppure al cartoccio con un contorno di insalata verde, condita con un cucchiaino di olio e aceto di mele oppure rucola e spinaci crudi. Riguardo lo spuntino, sia quello di metà mattinata che quello del pomeriggio, prevede 100 grammi di mela cotta o cruda accompagnata da un bicchiere di acqua e succo di limone.

LE PROPRIETA’ NUTRIZIONALI E SALUTISTICHE DEL RISO

Riso integrale, riso nero e riso rosso sono ricchi di polifenoli, composti bioattivi con proprietà antiinfiammatorie che possono contribuire alla prevenzione di malattie croniche. Lo ha stabilito un nuovo studio coordinato dall’Ente Nazionale Risi e realizzato in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi e il Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano. Lo studio ha dato origine alla pubblicazione del volume della Fondazione Umberto Veronesi “Il riso. Un cereale da riscoprire”, presentato oggi a Milano. Lo studio, pubblicato quest’anno su “Universal Journal of Agricultural Research”, ha evidenziato (utilizzando un modello cellulare in vitro) come i polifenoli svolgano una potente azione antiinfiammatoria, quasi dimezzando i livelli della proteina iNOS, uno dei mediatori dell’infiammazione. L’infiammazione cronica è anche associata a sovrappeso, obesità e invecchiamento e favorisce malattie croniche come cancro e malattie cardiovascolari. L’assunzione di composti antiinfiammatori come i polifenoli contenuti nel riso integrale e, in particolare, nei risi pigmentati, può aiutarci a ridurre il rischio di incorrere nell’infiammazione cronica. Prediligere il consumo di cereali integrali aiuta infatti a ridurre l’incidenza non solo di malattie cardiovascolari, ma anche di obesità e diabete di tipo 2.

In Italia le vendite di riso integrale nella Grande Distribuzione sono raddoppiate dal 2013 al 2016: da 3 a 7,5 milioni di chilogrammi, corrispondenti in valore a 9 e 20 milioni di euro (dati IRI sul totale della Gdo, inclusi i Discount). La superficie coltivata per i soli risi pigmentati è aumentata tra il 2013 e il 2016 da 614 a 1929 ettari (dati Ente Risi). L’Italia è il maggior produttore europeo di riso con i suoi 234 mila ettari coltivati a riso, 4.265 aziende risicole, 100 industrie risiere, per un fatturato annuo di 1 miliardo di euro. Il volume della Fondazione Umberto Veronesi “Il riso. Un cereale da riscoprire” parte dalla storia del riso per poi presentare le sue varietà, i metodi di coltivazione, il rapporto tra risicoltura e sostenibilità, la composizione nutrizionale del chicco di riso, il riso nella dieta mediterranea, le proprietà nutritive e salutistiche del riso, le ricette ed altro ancora.

Il volume sarà distribuito gratuitamente da Ente Risi agli Istituti di Agraria, alle Scuole di Gastronomia e alle Università con specializzazioni di pertinenza. E’ scaricabile gratuitamente dal sito http://www.enterisi.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx, oppure richiederlo alla Fondazione Veronesi ( info@fondazioneveronesi.it ). “Ente Nazionale Risi, ente pubblico economico a carattere interprofessionale, desiderava pubblicare un volume sulle proprietà nutritive e benefiche del riso e sul suo inserimento nella dieta alimentare – ha dichiarato Paolo Carrà, Presidente dell’Ente Nazionale Risi – Abbiamo chiesto aiuto ad un’istituzione nel campo dell’informazione scientifica, la Fondazione Umberto Veronesi, con la quale è nata una collaborazione con il supporto dell’Università di Milano. Ne è nata una pubblicazione completa e di facile lettura”. La Fondazione Umberto Veronesi da anni pubblica la collana “La salute in tavola. I consigli alimentari della Fondazione Umberto Veronesi” dedicata alla sana alimentazione. Il nuovo volumetto vuole essere d’aiuto per capire come e perché il riso può mantenere in salute ed il ruolo delle sostanze nutritive e protettive in esso contenute, come ha spiegato Chiara Tonelli, Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Umberto Veronesi e Professore Ordinario di Genetica, Università degli Studi di Milano: “Tra i cereali, il riso occupa un posto di primaria importanza nella Dieta Mediterranea ed è sempre maggiore l’interesse sia del consumatore sia della comunità scientifica sulle proprietà salutari del riso integrale e dei risi pigmentati che possono essere considerati come veri e propri cibi funzionali ricchi di polifenoli.

Le parti più esterne del seme sono ricche di fibra, di minerali, vitamine e di tutti quei composti bioattivi, come i polifenoli, che si stanno rivelando preziosi alleati nella prevenzione delle malattie croniche così diffuse nella nostra società”. Il riso rappresenta il terzo cereale più importante a livello mondiale. Il riso lavorato bianco resta quello più consumato, ma è sempre maggiore l’interesse sia del consumatore sia della comunità scientifica sulle proprietà salutari del riso integrale e dei risi pigmentati, come il riso rosso e il riso nero. “Riso integrale, riso nero e riso rosso sono circa quattro volte più ricchi di fibra rispetto a riso lavorato bianco e riso parboiled, in quanto subiscono un minor grado di lavorazione e quindi mantengono una maggiore quantità di tessuti esterni del chicco di riso – ha sottolineato Katia Petroni, Professore Associato di Genetica, Università degli Studi di Milano – Nel nostro studio è stato visto che riso rosso e nero hanno un maggiore potere antiossidante rispetto agli altri tipi di riso, grazie al loro maggiore contenuto in flavonoidi e polifenoli. In particolare, il riso nero contiene principalmente antocianine (pigmenti viola presenti anche in molta frutta e verdura) e il riso rosso contiene alchilresorcinoli accanto alle pro-antocianidine che ne conferiscono il colore rosso”.

Anche il riso lavorato o bianco è raccomandato per una alimentazione sana, grazie alla sua elevata digeribilità che ne consente l’utilizzo nei baby foods (sotto forma di farina di riso è uno dei primi alimenti che viene assunto dai bambini nella fase di svezzamento) ed è raccomandato per celiaci e sportivi, come ha ricordato Cinzia Simonelli, Responsabile Qualità del Laboratorio Chimico Merceologico dell’Ente Nazionale Risi: “Costituisce uno degli alimenti base nella dieta dei celiaci in quanto privo di glutine ed è una fonte di energia immediata per gli sportivi in quanto le dimensioni ridottissime di amido ne permettono una rapida digestione e una veloce disponibilità energetica (più del pane e della pasta)”. Il riso è inserito tra i pasti principali nella piramide alimentare della Dieta Mediterranea, insieme a pasta, pane e altri cereali, ed occupa un posto d’onore nella tradizione culinaria italiana (si pensi al risotto che è un piatto italiano tipico quanto originale). Le tante varietà del riso contribuiscono alla preparazione di una vasta gamma di preparazione in cucina, dall’antipasto al dolce. Nel volume della Fondazione Umberto Veronesi vengono presentate le ricette a base di riso di Marco Bianchi, chef, divulgatore scientifico e personaggio televisivo.Per info www.enterisi.it

Pavia, grazie ai suoi 85.000 ettari coltivati a risaia e 4 milioni e 865 mila quintali di produzione totale, è la provincia con la maggiore percentuale di coltivazione a riso in Italia e il primo produttore a livello nazionale ed europeo. La pianura che comprende la Lomellina e la Bassa Pavese (o Pavese tout court) — a nord del territorio provinciale, divise dal corso del Ticino e delimitate entrambe a sud dal Po — una regione amena e affascinante, costellata di belle cittadine ricche di storia e tradizioni, è a tutti gli effetti la “terra del riso”.
Il tranquillo paesaggio e i grandi specchi d’acqua che lo caratterizzano quando le risaie sono allagate non sono “naturali”: tutto è stato costruito, trasformato e organizzato dall’uomo con infinita pazienza.

Per natura questa terra ricca di corsi d’acqua e di risorgive è stata per secoli in parte paludosa e in parte arida a causa di numerosi dossi sabbiosi di origine eolica, ma le comunità di monaci nel Medioevo, la colonizzazione feudale e le grandi riforme agronomiche introdotte dagli Sforza, che sperimentarono la coltivazione del riso, hanno fatto della zona un mosaico di fertilissimi campi. Al servizio di questa estensione di coltivazioni è stato organizzato un complesso sistema di rogge e canali e sono sorte le cascine, prima fortificate con castelli a loro difesa, poi a corte chiusa, tipici insediamenti dell’agricoltura industrializzata della Pianura Padana.

Il riso fu importato in Italia dagli Àrabi che lo introdussero in Sicilia nell’VIII secolo, da qui arrivò in Lombardia nel ’400, grazie a Galeazzo Maria Sforza. Si hanno documenti che testimoniano di un dono, nel 1475, di sei sacchi di riso da parte degli Sforza ai Duchi d’Este affinché si coltivasse il riso anche nel delta del Po. La coltivazione avviene in quattro fasi. La prima, in primavera, consiste nella preparazione del terreno con Paratura, l’affinatura e la concimazione; la seconda è la sommersione dei campi grazie a un complesso sistema di canali, dopodiché, nella terza fase, si effettua la semina a spaglio. Da parecchi anni ha preso piede anche la tecnica della semina in asciutta, a file interrate e con macchine di precisione, utilizzando mediamente 200-250 kg di semente per ettaro. Ai primi di giugno comincia l’operazione di eliminazione di erbe infestanti attraverso 1’utdizzo di diserbanti sempre più rispettosi dell’ambiente e della sicurezza alimentare. L’ultima fase, tra settembre e ottobre, è la raccolta del riso con macchine mietitrebbiatrici che separano la granella dalla paglia. Il prodotto raccolto viene essiccato per essere conservato e successivamente lavorato.

La lavorazione del riso prevede dapprima la pulitura dei chicchi del risone (cariossidi) per ehminare polveri, terra, frammenti metallici, eccetera. Poi la sbramatura, cioè la liberazione della cariosside dalla lolla ottenendo il riso integrale o semigreggio. Quindi la sbiancatura, ossia Pelminazione del germe e dei diversi strati che rivestono il riso integrale.
In Itaha le varietà più diffuse sono divise in quattro diverse categorie merceologi- che — tondo, fino, semifino e superfino — in base ad alcune caratteristiche dei chicchi (lunghezza, larghezza, spessore, forma, peso, ecc.).

Il riso tondo ha chicchi piccoli e tondeggianti. Quello fino ha chicchi affusolati e lunghi. Il semifino è caratterizzato da chicchi tondeggianti, semiallungati e di media grandezza. Infine, il riso superfino ha chicchi grandi e molto lunghi.
Sono circa 1700 le aziende risicole presenti sul territorio della Provincia di Pavia e le principali varietà di riso coltivate sono il Camaroli, il Vialone nano, FArbo- rio, il Baldo, il Balilla, il Gladio, il Loto, il Roma, il Sant’Andrea e il Selenio. Negli ultimi anni si è notata una progressiva sostituzione delle varietà tradizionali a favore di quelle caratterizzate da un livello qualitativo superiore.

Si tratta di un riso caratterizzato da chicchi lunghi e affusolati che occupa, insieme al Vialone nano, i livelli qualitativi più alti della produzione italiana. Dopo l’Arborio è la varietà più consumata in Italia. La pianta è di taglia alta, con nodi e interno di di colore verde scuro, con striature rosse. Foghe larghe di colore verde e pannocchia lunga, pendula e aperta. La spighetta, dalla villosità media, è lungamente aristata di colore rosso-rame. II ciclo vegetativo è medio-tardivo. II granello lavorato è uno dei più grandi tra quelli in coltivazione e possiede caratteristiche tali da farlo classificare nella categoria dei super- fini. II Carnaroli presenta una perla centrale (parte del granello con un diverso addensamento del parenchima amidaceo) molto estesa.
L’amido del riso Carnaroli ha una composizione particolare (è molto ricco di amilosio) che rende i chicchi decisamente consistenti e assicura perdite minime durante la cottura, garantendo nel contempo una buona capacità di assorbimento, tenuta della cottura e separazione tra i singoli granelli anche quando la preparazione non viene consumata appena pronta. Per tale motivo è uno dei preferiti dalla cucina professionale ed è ideale per le preparazioni gastronomiche impegnative, per i risotti più raffinati e per le insalate di riso.

IL RISO, I SUOI COLORI E LE SUE DIVERSE QUALITA’

Che sia bianco, nero, rosso o integrale il riso è un cereale dalle tante proprietà, completamente privo di glutine e per questo adatto all’alimentazione dei pazienti celiaci. Vediamo insieme quali sono le sue principali funzioni: – Alta digeribilità e funzione riequilibrante della flora intestinale. Il riso è un alimento altamente digeribile e caratterizzato dalla facilità con cui i suoi nutrienti vengono assorbiti a livello intestinale. Grazie al suo elevato contenuto di vitamine del gruppo B svolge un’azione regolatrice della flora intestinale; non a caso, il riso non condito è indicato come coadiuvante nel trattamento dei disturbi gastrointestinali. Il riso regola quindi il processo digestivo e previene sia stitichezza che diarrea. – Funzione protettiva dei reni.

Il riso favorisce la riduzione dell’assorbimento di acido urico nel sangue; viene infatti consigliato in caso di iperuricemia, nefrite e gotta. Inoltre, il basso contenuto di sodio lo rende un alimento ideale per i pazienti affetti da insufficienza renale. – Azione anti-stress. L’alto contenuto di potassio, unitamente a quello di vitamine del gruppo B, rende il riso un alimento indicato in momenti di particolare stanchezza fisica. – Azione di prevenzione dell’ipertensione. Il basso contenuto di lipidi e l’alto contenuto di acidi grassi essenziali rende il riso un alimento utile nella prevenzione dell’ipertensione e delle patologie cardiovascolari. – Il riso come anti-età. In virtù delle affinità esistenti tra la sua composizione biochimica e la struttura della nostra cute, il riso puo’ essere utilizzato come ingrediente base di ricette naturali di cosmesi. In particolare, l’amido di riso polverizzato è ideale per pelli delicate e irritate, in quanto svolge un’azione emolliente, rinfrescante e antinfiammatoria.

Per di più il Gammaorizanolo contenuto nell’alimento agisce sulla pelle come naturale filtro protettivo nei confronti dei raggi ultravioletti. Quanti tipi di riso?? In Italia vengono coltivate oltre 50 varietà di riso, ognuna delle quali è contraddistinta non solo da una certa forma, dimensione e fragranza, ma anche da una specifica composizione nutritiva che ne determina i benefici sia per la salute che per la bellezza. Benefici del riso bianco classico: Il riso bianco è ricco di amido ed ha proprietà astringenti; aiuta quindi in caso di fermentazioni intestinali o diarrea. Benefici del riso Parboiled: Questa varietà di riso è particolarmente ricca di ferro e vitamine del gruppo B; ha effetti particolarmente benefici se inserito nella nostra dieta in periodi come la primavera in cui possono esservi le necessità di supplementazioni di questi micronutrienti.

Benefici del riso Basmati: Il riso basmati ha un inconfondibile sapore dolce e delicato. Si tratta della varietà di riso tra tutti più digeribile ed è particolarmente indicato come contorno, in sostituzione del pane in molti piatti internazionali. Benefici del riso nero selvatico o riso venere: Il riso nero ha un alto contenuto di proteine, circa il doppio rispetto a quello del riso bianco. E’ particolarmente indicato in caso di disturbi a carico dell’apparato gastrointestinale, come colite e gastrite. Benefici del riso rosso: Il riso rosso è ottenuto dalla fermentazione con lievito Monascus Purpureus, che non solo conferisce all’alimento il suo tipico colore, ma lo arricchisce di sostanze chiamate monacoline, particolarmente efficaci nel contrastare livelli eccessivi nel sangue di colesterolo. Più in particolare, la monacolina K contenuta nel riso rosso è un alleato nel riequilibrio dei livelli di colesterolo LDL e dei trigliceridi. Inoltre esso pulisce le arterie e aiuta a prevenire patologie cardiovascolari.

E’ importante sapere che un eccessivo consumo dell’alimento puo’ causare disturbi intestinali e cefalea e puo’ interagire con farmaci antibiotici e antivirali: per questo la sua introduzione della dieta quotidiana deve avvenire solo dopo scrupolosa valutazione da parte di personale sanitario. Benefici del riso integrale: Il riso integrale rappresenta il riso bianco non privato della “lolla”, la pellicina che riveste il chicco. Esso è per questo caratterizzato da un alto contenuto di fibre e vitamine, tra cui la vitamina B1 (tiamina), la vitamina B2 (riboflavina)e la vitamina B9 (acido folico). Il riso integrale contiene inoltre ferro, selenio, fosforo, rame e zinco. L’alimento ha proprietà disintossicanti e grazie all’alto contenuto in fibre induce un prolungato senso di sazietà.



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