Giappone shock, gatto “indagato” per tentato omicidio


Gatto killer in Giappone. Nei pressi dell’abitazione dell’82enne, che vive a Mifune, nella Prefettura di Kumamoto, si trova infatti una colonia felina di randagi e sotto gli artigli di uno di questi sono state rinvenute tracce di sangue e pelle umana. In particolare gli investigarori considerando la mancanza di segni di effrazioni in casa, si sono concentrati sulle ferite che deturpavano il volto dell’anziana, ritenendole compatibili con quelle causate da unghie di gatto. La figlia di Mayuko ha subito chiamato la polizia, che, dopo aver visto le ferite, ha trattato il caso come un tentato omicidio.

“Quando l’abbiamo trovata aveva tutto il volto coperto di sangue. Non sapevo cosa fosse accaduto”, ha detto la figlia della vittima a un’emittente locale. Un portavoce delle forze dell’ordine contattato da “The Japan Times” non ha voluto commentare le indagini in corso, ma al tempo stesso non ha smentito le informazioni diffuse dai media.

Sfatare falsi miti sulla salute del gatto

Il gatto DomESTico non ha bisogno delle unghie, quindi si possono rimuovere chirurgicamente
Madre natura ha fornito di unghie il gatto per potersi difendere, per arrampicarsi sugli alberi, per grattarsi, insomma le unghie hanno una funzione importante nella vita felina. Molti proprietari si lamentano che il loro gatto si fa le unghie sul divano, rovinandolo. Spesso pensiamo che l’animale debba per forza adattarsi all’ambiente e lo consideriamo quasi come un pupazzo. Il gatto non deve salire sui tavoli, non deve rovinare tende e poltrone, non deve scavare nei vasi delle piante. Che fare per evitare questo spiacevole inconveniente delle unghie? Ma sì togliamole! Amputiamo le falangi dei nostri gatti, così gli togliamo per sempre la possibilità di danneggiare il nostro costosissimo divano. Purtroppo molti la pensano così. Per fortuna in Italia questa pratica è illegale perché considerata una vera e propria crudeltà. Si tratta infatti di un intervento molto doloroso, che richiede un postoperatorio lungo e carico di sofferenza. Pensiamoci bene prima di prendere un gatto: siamo consapevoli che si tratta di un essere vivente con delle caratteristiche tipiche dei felini? No? Allora compriamoci un bel peluche che è meglio!

Una donna incinta non può convivere con un gatto perché LE trasmetterebbe la TOXOPLASMOSI
La toxoplasmosi è una malattia, causata da Toxoplasma gondii, che dà sintomi simili ad un’influenza e, spesso, non ci si accorge nemmeno di averla avuta. Una volta contratta, lascia un’immunità permanente che ci evita di ammalarci nuovamente. Se contratta durante la gravidanza, però, può essere molto pericolosa per il bambino. I gatti, e i felini in genere, sono gli unici animali che, se ammalati di toxoplasmosi, possono eliminare le oocisti attraverso le feci.
Quando mi capitano in ambulatorio giovani donne in gravidanza, proprietarie di gatti, che mi chiedono angosciate se devono o meno dar via il loro animale perché non immuni alla malattia, racconto sempre la mia storia. Anni fa, quando mi accorsi di aspettare mio figlio, uno degli esami che il medico mi prescrisse fu proprio il Toxo test. Questo test misura le IgM, anticorpi che segnalano la malattia in atto, e le IgG, cosiddetti anticorpi memoria, cioè-che rivelano se siamo venuti a contatto con il microrganismo.
Nonostante io fossi cresciuta in mezzo ai gatti e lavorassi da qualche anno in un ambulatorio veterinario, quindi sempre a contatto con questi animali potenzialmente infettanti, non avevo mai contratto la malattia e quindi non avevo un’immunità che potesse proteggermi.
Chiesi ad un professore di parassitologia dell’Università di veterinaria di Milano quali precauzioni dovessi prendere per evitare di ammalarmi e di mettere così a rischio la mia gravidanza.
Considerando che l’infezione può essere contratta solo se si ingerisce il parassita e che, il più delle volte, l’uomo si infetta mangiando verdura o frutta contaminate da feci o terreni a loro volta infetti, o carni di animali infetti e solo raramente dai gatti domestici, il professore mi diede alcuni preziosi consigli che mi tranquillizzarono:
– Lava sempre molto bene la verdura cruda e la frutta (nessun problema se la cuoci perché il calore distrugge il microrganismo).
– Evita di consumare carne cruda e salumi come il prosciutto crudo, il salame, la bresaola, lo speck o la salsiccia.
– Lava sempre molto bene le mani dopo aver coccolato un gatto, o maneggiato carne o verdure crude, o dopo aver praticato il giardinaggio.
E i gatti? Come avrei dovuto comportarmi?
– E’ davvero difficile che un gatto domestico, sempre vissuto in casa, possa contrarre la toxoplasmosi e trasmetterla all’uomo. Comunque sia, siccome le oocisti del parassita, una volta eliminate con le feci, impiegano 2-3 giorni per schiudersi e diventare infettanti, è sufficiente pulire ogni giorno la lettiera; meglio ancora poi se è qualcun altro della
famiglia a farlo.

fiv e felv, anche se curate, sono pericolose per la vita del gatto e per L’uomo
La FIV, o immunodeficienza felina, è un’infezione provocata da un retrovirus, che colpisce i gatti domestici e che appartiene al genere dell’HIV (Lentivirus), agente eziologico dell’AIDS nell’uomo.
L’infezione distrugge le funzioni del sistema immunitario ed è trasmessa da gatto a gatto, in genere attraverso ferite da morso. Il gatto malato di FIV può vivere una vita più o meno lunga, anche se sarà probabilmente più soggetto ad infezioni varie, essendo il suo sistema immunitario compromesso dal virus.
Per quanto riguarda l’eventuale pericolosità per l’uomo, non sono al momento conosciuti possibili rischi zoonosici. Ad oggi, infatti, non ci sono prove che sostengano la trasmissibilità della malattia dal gatto all’uomo. Esiste invece un potenziale rischio di trasmissione di agenti patogeni secondari a esseri umani immunodepressi.
La FELV, o leucemia virale felina, è un’infezione provocata anche in questo caso da un retrovirus, che colpisce i gatti e che provoca immunosoppressione con infezioni secondarie o sviluppo di patologia neoplastica. Viene trasmesso da gatto a gatto attraverso graffi, morsi o contatti diretti, o dalla mamma ai cuccioli attraverso la placenta.
Esiste in questo caso la possibilità di prevenire l’infezione con il vaccino, molto consigliato nei gatti che vivono anche all’aperto e che hanno quindi la possibilità di incontrare gatti infetti. Nonostante le terapie antivirali o immunomodulanti, la malattia non lascia possibilità di guarigione al gatto, che spesso soccombe nel giro di poco tempo dalla diagnosi.
Anche per la FELV non esistono studi che confermino possibili rischi zoonosici.

Più gatti conviventi possono usare la STESSA CASSETTA
Chi ha un gatto sa quanto questi animali siano particolarmente puliti e schizzinosi. Quando qualcuno mi chiede se, avendo in casa due o più gatti, sia sufficiente una lettiera rispondo che sarebbe preferibile metterne due in punti diversi della casa. Naturalmente se uno vive in un monolocale, diventa più complicato avere due cassettine. Spesso però la scelta di metterne più di una risolve un problema comportamentale abbastanza frequente nei gatti che vivono nello stesso appartamento: la minzione sul divano o nell’angolino più remoto della casa. In genere utilizzando feromoni a diffusione e raddoppiando la lettiera si risolve questo fastidioso inconveniente.



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