La Volkswagen ammette le colpe e paga 4,3 miliardi di dollari


Volkswagen si è dichiarata colpevole nella vicenda delle emissioni dei motori diesel, chiudendo così il capitolo “Dieselgate”, almeno negli Usa. La casa tedesca ha confermato l’impegno a pagare i 4,3 miliardi di dollari previsti dal patteggiamento con le autorità Usa. Tra le accuse c’è la cospirazione, ostruzione della giustizia e false dichiarazioni.

“Ci scusiamo profondamente – ha detto l’amministratore delegato, Matthias Muller nel dare via ufficialmente al patteggiamento – per il comportamento che ha portato a questa crisi e l’accordo (con le autorità Usa, ndr) mostra la nostra determinazione a risolvere la cattiva condotta”. Poi ha aggiunto: “Non ci risparmieremo alcuno sforzo per ritrovate la fiducia degli azionisti, dei clienti e del pubblico. Continueremo a cambiare il nostro modo di pensare”.

Lo riferisce Bloomberg, precisando che l’accordo è ancora soggetto all’approvazione del consiglio di sorveglianza della casa automobilistica. Volkswagen sottolinea inoltre che, in caso di accordo finale, il pagamento comporterà spese finanziarie che supereranno gli attuali accantonamenti.

Quando lo scandalo dieselgate è venuto alla luce nel corso del 2016 la situazione per Volkswagen è subito apparsa piuttosto complicata, essendo stati portati alla luce i metodi adottati dalla società per superare i test sulle emissioni delle sue auto attraverso un software creato appositamente, in modo da mantenere il livello di emissioni nei limiti degli standard statunitensi. Dunque un’ ammissione di colpevolezza per la casa automobilistica su uno o più punti che gli vengono contestati. Il colosso di Wolfsburg ha infatti chiuso lo scorso anno con 5,99 milioni di veicoli consegnati, con un aumento del 2,8 per cento rispetto al 2015.



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