Lenzuola: ogni quanto vanno cambiate? I rischi dopo 7 giorni


Lo ha detto Philip Tierno, microbiologo dell’Università di New York. Il cambio delle lenzuola del letto dovrebbe essere effettuato una volta alla settimana. Nel letto si trascorre un terzo della vita ed è fondamentale che sia fonte di benessere e non ricettacolo di batteri nascosti. Uno studio ha rivelato, riporta Focus.it, che nei cuscini dopo un anno e mezzo si possono trovare anche 17 tipi diversi di funghi. Per rendersi conto dell’importanza dell’igiene in questo amatissimo luogo basta citare qualche macro-dato: tra le lenzuola ogni individuo produce in media 26 litri di sudore, senza contare il ricambio dell’epidermide, le secrezioni anali e vaginali, nonché i prodotti di starnuti e colpi di tosse. A questi microbi si aggiungono poi quelli che vengono dall’esterno come dai peli degli animali, dal polline e dagli acari della polvere. Poggiare la testa sul cuscino “sporco” può provocare raffreddore, mal di gola o allergie. Stesso discorso per il pigiama.

La cute – il nostro organo più esteso Come un mantello protettivo, la pelle avvolge tutto il nostro corpo, formando una barriera naturale tra l’organismo e l’ambiente esterno. La cute è l’organo più esteso dell’uomo, comprende una superficie di 1.5–2.0 m2 e rappresenta dal 15 al 20% del nostro peso corporeo. La cute protegge l’interno dell’organismo da fattori esterni fisici, meccanici e termici. Essa regola la temperatura corporea e l’equilibrio idrosalino e impedisce da un lato la perdita di liquidi e dall’altro l’ingresso di sostanze estranee e di microorganismi. Inoltre essa rappresenta un efficace filtro per i raggi ultravioletti della luce solare che tuttavia stimola la formazione di melanina e di vitamina D nella cute. La cute svolge anche una funzione importante nella difesa immunitaria – e, ruolo non da sottovalutare, rappresenta il più vasto organo di senso dell’uomo. Le funzioni della cute e dei suoi annessi, quali peli e unghie, sono notevoli. Giornalmente, 160 l di sangue attraversano il letto capillare della cute. La cute è in grado di accumulare fino a 1 litro di sangue. Quasi da record! In un periodo di 60 anni, la cute produce circa 13.2 kg di cheratina, una sostanza necessaria per la produzione del materiale che costituisce i peli e le unghie. Questa quantità di cheratina è sufficiente per produrre circa 600 km di capelli e complessivamente 29m di unghie delle dita delle mani e dei piedi. In questo stesso periodo si formano inoltre 42 kg di sebo, necessario alla cute per mantenere il suo strato lipidico. La secrezione di sudore ammonta a 10 000–20 000 litri con un contenuto complessivo di sale da cucina di circa 75–100 kg. Dei 100 milioni di squame cornee che ricoprono la superficie cutanea, ogni giorno se ne staccano 10 milioni e con esse 0.1–1.0 g di cheratina.

La cute integra è un organo di protezione che ci difende dalle infezioni da batteri, virus e funghi. Nello stesso tempo essa costituisce anche lo spazio vitale per innumerevoli batteri e funghi che formano un grande ecosistema microbiologico che fa parte di una cute normale e sana. I funghi: versatili e onnipresenti Oltre ai batteri, non esiste alcun’altra forma di vita tanto generalmente diffusa quanto i funghi. In virtù delle loro modeste esigenze, essi riescono ad adattarsi alle più svariate condizioni vitali e a diffondersi quasi ovunque. I funghi proliferano sulle piante, nella terra e nell’acqua, e colonizzano – come le più svariate specie batteriche – anche la cute sana. In alcune circostanze, alcune specie fungine sono in grado anche di causare infezioni nell’uomo. La nostra cute è colonizzata da varie specie fungine, che insieme alle numerose specie batteriche formano una convivenza che per la cute risulta vantaggiosa e protegge dall’insediamento di microbi nocivi, ma solo fino a quando la cute e l’uomo sono in buona salute. Come nascono le micosi? In condizioni normali, non sono da temere infezioni, poiché la cute integra dispone di molteplici meccanismi di difesa. Grazie ai lipidi secreti dalle ghiandole sebacee e al mantello acido protettivo viene impedito l’ingresso dei funghi e la difesa immunitaria della cute distrugge ogni agente estraneo che tenti di superare la barriera cutanea. Soltanto quando questi meccanismi di difesa vengono meno nel loro compito, perché la cute presenta lesioni o è danneggiata o quando è presente una deficienza immunitaria (p. es. nel diabete mellito), i funghi possono penetrare nella cute senza essere ostacolati. Anche le persone anziane presentano un rischio aumentato di contrarre infezioni da funghi, poiché la loro cute è più sottile, più sensibile e più predisposta alle lesioni.

Le micosi della cute fanno parte delle più frequenti malattie infettive dell’uomo. Esse spesso mettono a dura prova la pazienza del medico e del paziente, poiché sovente richiedono un lungo trattamento e le recidive si verificano con grande frequenza. Elevato rischio di contagio Le micosi della cute molto spesso vengono trasmesse da uomo a uomo. Il contagio avviene attraverso il contatto corporeo o tramite oggetti contaminati, venuti a contatto con le spore dei funghi (esempio: micosi del piede o delle unghie). Le persone con un sistema immunitario indebolito presentano un rischio maggiore di infezione. Cosa sono le infezioni micotiche? Si definisce come infezione da funghi (in linguaggio medico: micosi) la penetrazione di un tipo di fungo negli strati più profondi della cute o delle mucose, con conseguente comparsa di uno stato di malattia accompagnato da lesioni dei tessuti e alterazioni infiammatorie. I funghi prediligono un ambiente umido, caldo e buio per annidarvisi. Solo alcune delle circa 500 000 specie di funghi sono in grado di provocare danni nell’organismo umano. Sono in particolare tre le specie di funghi responsabili delle più frequenti infezioni micotiche nell’uomo. ■ Funghi filamentosi (dermatofiti) I dermatofiti prediligono temperature inferiori ai 37 ° e colonizzano preferibilmente la superficie cutanea, poiché si nutrono della sostanza cornea (cheratina) presente sugli strati più superficiali della cute. Pertanto si insediano nei tessuti «morti» quali lo strato corneo della cute e i suoi annessi, peli o unghie.

Lieviti (della specie Candida) Le infezioni da Candida (candidosi) possono interessare la superficie della cute. Tuttavia, questo fungo può anche penetrare nelle regioni corporee più profonde e coinvolgere l’intero organismo. La sua diffusione è favorita in particolare da scadenti condizioni generali accompagnate da un deficit immunitario. I lieviti possono causare varie infezioni della cute e delle mucose, tra cui la dermatite da pannolino, la candidosi della mucosa orale, la micosi vaginale; più raramente sono interessati la cornea, i capelli o le unghie. ■ Muffe (aspergillosi) Anche questo tipo di fungo può, in caso di condizioni generali defedate o di difese immunitarie indebolite, dare origine a infezioni della cute, dei peli, delle unghie o degli organi interni. Parassiti resistenti Le infezioni da funghi sono molto resistenti. Infatti, i funghi spesso formano prolungamenti filamentosi lunghi, le cosiddette ife, che si ramificano a formare intrecci resistenti, detti miceli. I funghi sono parassiti – si nutrono di sostanze presenti nello strato corneo che forma lo strato più superficiale della cute. Le micosi possono anche essere trasmesse all’uomo dagli animali. Questo tipo di infezione, di solito, evolve più rapidamente e presenta un potenziale infiammatorio maggiore rispetto alle infezioni da uomo a uomo.

Come si manifestano le micosi? L’aspetto tipico delle micosi da funghi filamentosi è costituito da eruzioni cutanee rosse, pruriginose, con fine desquamazione, spesso umide, che possono manifestarsi sulle palme delle mani o sulle piante dei piedi, negli spazi interdigitali dei piedi, nei cavi ascellari, nelle pieghe sottomammarie, ma anche nella regione genitale o anale e sulla pelle coperta da peli e capelli (cuoio capelluto, barba). Anche le unghie dei piedi e delle mani sono spesso colpite da funghi filamentosi. Le unghie colpite presentano una modificazione del colore da biancastro a giallo-brunastro, perdono la loro lucentezza e si presentano ispessite, friabili. Le infezioni da lieviti (candidosi), soprattutto nella regione delle mucose, sono caratterizzate da una patina biancastra (p.es. candidosi orale o micosi vaginale), accompagnata da arrossamento, bruciore e prurito e talora provocano anche dolore. Quando a essere colpita è la superficie della cute, anche in questa sede si verificano eruzioni intensamente arrossate, desquamanti (p. es. dermatite da pannolino). Anche i lieviti possono annidarsi nelle pieghe cutanee e, più raramente, infettare le unghie delle mani e dei piedi. Sono particolarmente a rischio le regioni corporee che presentano una maggiore umidità della cute, vale a dire gli spazi interdigitali dei piedi o, per esempio, le zone coperte dai pannolini nei lattanti. Infatti, i funghi, per annidarsi, prediligono le zone caldo-umide, dove trovano le condizioni ideali per proliferare e infettare. Tuttavia, i funghi possono anche penetrare nei tessuti attraverso piccole lesioni, fessure, ragadi della cute, delle unghie o del letto ungueale.

Le più frequenti infezioni micotiche nell’uomo La micosi del piede – una malattia infettiva a diffusione mondiale Le micosi del piede sono molto più diffuse di quanto ritenuto finora. In uno studio a livello europeo, il cosiddetto progetto Achille, sono stati riscontrati segni di micosi del piede o delle unghie in una persona su tre. Ne sono particolarmente colpiti gli atleti (athlete’s foot). Circa il 15–30% della popolazione soffre di infezioni fungine dei piedi, causate perlopiù da funghi filamentosi (dermatofiti), ma anche da lieviti. L’infezione viene favorita da lunghe camminate o corse (soldati, sportivi) e dall’indossare scarpe solide, chiuse, soprattutto impermeabili all’aria, all’interno delle quali si crea un microclima caldo-umido «gradito ai funghi». Le persone che soffrono di eccessiva sudorazione dei piedi sono particolarmente predisposte alle infezioni. Di solito, l’infezione prende inizio in corrispondenza degli spazi interdigitali intorno al quarto e quinto dito del piede (micosi interdigitale), infatti, generalmente questi sono gli spazi più ristretti nei quali l’umidità non evapora facilmente. Le aree cutanee interessate possono apparire lievemente arrossate e desquamanti, spesso la superficie si presenta anche ispessita, biancastra e rigonfia, oppure si vedono lacerazioni profonde e dolenti (ragadi). Prudenza nel diabete mellito Nei diabetici è particolarmente importante ispezionare regolarmente i piedi e gli spazi interdigitali, infatti in queste sedi un’infezione da funghi può esitare in lesioni croniche difficilmente guaribili. Attenzione: la micosi dei piedi è contagiosa… Lasciati senza trattamento, i piedi infetti liberano squame cutanee contagiose che, camminando scalzi, permangono a lungo sulla moquette, sugli indumenti, sugli asciugamani o sulle superfici dei pavimenti delle piscine e quindi possono pervenire sui piedi sani di altre persone. Nelle scarpe o nei calzini le spore dei funghi possono resistere per mesi e causare infezioni. …e non guarisce con la sola attesa! Non ci si deve attendere che le infezioni da funghi dei piedi guariscano da sole. Al contrario: se l’infezione viene lasciata senza terapia, essa può persistere per anni e col tempo estendersi a tutto il piede comprese le unghie, ma anche ad altre regioni del corpo. Poiché la funzione di barriera della cute malata si rivela inefficace, anche agenti batterici possono facilmente penetrare nella cute. La micosi dei piedi quindi dovrà essere curata in ogni caso!

Cause e fattori di rischio delle micosi dei piedi ■ frequentazione di piscine, docce e saune pubbliche ■ uso frequente di scarpe impermeabili all’aria (Stivali di gomma, scarpe da ginnastica di materiale sintetico) ■ eccessiva sudorazione dei piedi ■ lesioni cutanee (piccole lacerazioni o ferite) ■ disturbi circolatori degli arti ■ malposizioni del piede o delle dita del piede ■ neuropatie periferiche ■ diabete mellito ■ immunodepressione generale ■ predisposizione familiare Cosa posso fare? ■ indossare ciabatte da bagno nelle piscine, docce e spogliatoi pubblici ■ usare pantofole nelle camere degli alberghi ■ asciugare accuratamente i piedi e gli spazi interdigitali dopo il bagno e la doccia ■ spalmare regolarmente crema sulla pelle secca dei piedi e degli spazi interdigitali (!) ■ cambiare giornalmente calze e calzini (preferibilmente di cotone) ■ lavare calzini e asciugamani almeno a 60 °, poiché i funghi filamentosi sopravvivono bene nell’acqua a temperature inferiori ■ lavarsi ogni giorno i piedi se sudano molto o se sono spesso sollecitati da attività sportive, eventualmente con pediluvi ■ camminare scalzi quando fa caldo ■ indossare scarpe traspiranti, non troppo strette ■ curare attentamente i piedi in caso di diabete o di immunodeficienza

Le micosi delle unghie – non solo un problema cosmetico Le infezioni fungine delle unghie dei piedi e delle mani (in termine medico: onicomicosi) sono estremamente diffuse, con una frequenza quadrupla per le unghie dei piedi rispetto a quelle delle mani. La causa dell’infezione spesso è la micosi dei piedi rimasta non curata, passata successivamente alle unghie. Come la micosi dei piedi, la micosi delle unghie è diffusa a livello mondiale – nei paesi occidentali ne è interessato dal 2 al 15% della popolazione. Tra i gruppi a rischio figurano le persone anziane a partire dai 65 anni poiché con l’avanzare dell’età la consistenza e la cura delle unghie e anche la difesa immunitaria peggiorano. Ma anche i diabetici, gli sportivi e le persone con difese immunitarie deboli presentano un rischio maggiore di contrarre infezioni micotiche delle unghie. Gli uomini si ammalano più frequentemente delle donne. Nell’80% dei casi, la micosi delle unghie è causata da funghi filamentosi (dermatofiti). Questi funghi si nutrono di materiale cheratinizzato come la cute, le unghie e i peli. I lieviti o le muffe più raramente causano infezioni micotiche delle unghie. Più frequentemente sono colpite le unghie degli alluci, con minore frequenza le unghie delle dita più piccole dei piedi. Gli agenti micotici penetrano nell’unghia attraverso lacerazioni o ferite microscopiche e dall’interno provocano l’infezione.



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