Roberta Ragusa, sei anni dalla sua scomparsa: mai trovato il corpo, parla il marito


Sono passati esattamente sei anni dalla scomparsa di Roberta Ragusa, il cui caso rimane ancora un mistero perché non si è mai trovato il cadavere. Era venerdì 13 gennaio del 2012 quando l’imprenditrice di Gello è completamente scomparsa nel nulla e da quel momento non si sono più avute sue tracce. A distanza di 6 anni dalla sua scomparsa, ci sono stati due processi, compresa la prima udienza preliminare che si è conclusa con il non luogo a procedere nei confronti del marito, che però ancora al giorno d’oggi pare non abbiano scritto la parola fine su quello che è stato uno dei casi più difficili del nostro paese.

Come Abbiamo ricordato, la donna sarebbe scomparsa Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012 in seguito ad un litigio con il coniuge Antonio Logli dopo aver avuto la conferma che lui la tradiva con l’ex babysitter dei loro figli. Per questo motivo venne accusato di omicidio volontario e distruzione del cadavere e lo scorso XXI dicembre è stato condannato a 20 anni di reclusione con il rito abbreviato e dovrà ritornare davanti ai giudici al processo d’appello che si terrà il prossimo 15 marzo.

Antonio Logli, Come già detto, è stato rinviato a giudizio condannato in primo grado dal Tribunale di Pisa a 20 anni di reclusione per omicidio volontario e distruzione del cadavere e proprio in questi giorni l’imputato che è stato oggetto di feroci critiche, perché assunto come amministrativo negli uffici del comune di San Giuliano come vincitore di causa civile contro l’ente, si è dichiarato innocente così come ha sempre detto negli ultimi 6 anni.

Inoltre si è anche detto estraneo ai fatti e ha riferito di essere attualmente impegnato nel prepararsi processo d’appello che avrà inizio in tribunale a Firenze il prossimo 14 di marzo. Nel corso di una recente intervista l’uomo avrebbe sussurrato di essere convinto di venire assolto e lo ha fatto proprio qualche giorno fa sulla porta d’ingresso del comune dove alcuni cronisti si sono fatti trovare trattandosi del suo primo giorno di lavoro.

L’uomo però non si è lasciato andare a molte parole e ha lasciato che per lui parlasse Linda Sozzi l’avvocato che lo ha assistito nella causa civile iniziata nel 2007 prima del suo coinvolgimento nella vicenda relativa alla scomparsa della moglie.“Certamente sarò in aula il 14 marzo”, per questo quanto riferito da Antonio Logli rispondendo alla domanda del giornalista su cosa si aspettasse dalla sentenza di secondo grado. “Secondo il mio assistito, Roberta ha dei contatti all’estero ( potrebbe essere in America). Ha sempre avuto dei contatti con delle persone e lui pensa che possa essere andata via. Roberta ogni giorno maneggiava dei soldi in contante e non è detto che abbia versato del denaro sui conti. Roberta potrebbe poi esser incappata in delle persone che hanno abusato del suo momento di grande difficoltà” queste le parole dell’avvocato Linda Sozzi, di Antonio Logli che parla anche di un lato umano del suo assistito.



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