Roma, brasiliana trovata senza vita nel sottopasso di Porta Pia: profonda ferita al capo


Il cadavere di una donna è stato ritrovato nella giornata di ieri a Roma in un sottopassaggio proprio all’altezza di piazza della Croce Rossa nei pressi di Porta Pia. Secondo quanto riferito, sembra che si tratti di una brasiliana di 49 anni senza fissa dimora. La donna è stata ritrovata nuda per terra in un sottopassaggio al centro di Roma con una profonda ferita alla testa alcuni Graffi sul viso e di una caviglia rotta. Al momento è giallo sulla morte della quarantanovenne brasiliana che da tempo viveva in Italia Ma gli investigatori della squadra mobile stanno procedendo per omicidio e stanno completando l’identificazione della vittima.

Come già riferito, il cadavere presentava una profonda ferita alla testa che avrebbe potuto causare la morte e una caviglia rotta, ma sarà l’autopsia disposta per i prossimi giorni e ad accertare se effettivamente la donna morta in seguito alla ferita provocata alla testa. I vestiti sono stati ritrovati accanto al cadavere e dunque sul luogo del ritrovamento del corpo senza vita che è utilizzato molto spesso dai clochard per dormire la notte. Gli inquirenti parlano di un attacco Brutale e ipotizzano che la donna sia una clochard, visto che come già abbiamo riferito il sottopassaggio è spesso utilizzato dai senza dimora come ricovero di fortuna e all’interno infatti sono stati ritrovati diversi cartoni e coperte.

Sul caso Sta indagando la squadra mobile che sta cercando di analizzare anche i filmati delle numerose telecamere di sicurezza presenti nella zona. Inoltre sarebbero in corso anche gli accertamenti sugli indumenti della quarantenne al fine di trovare delle tracce biologiche dell’aggressore e il medico legale potrebbe anche indicare quando approssimativamente è avvenuto il decesso. Non è stato ancora chiarito che la donna sia scesa da sola oppure in compagnia di qualcuno. L’allarme sarebbe scattato nella mattinata di ieri intorno alle 10:30 quando un operaio che doveva pulire il sottopassaggio, pare abbia visto il corpo della donna nelle vie di fuga ad altezza di piazza della Croce Rossa a Corso d’Italia non lontano dal centro. I medici purtroppo non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso e sul luogo del ritrovamento oltre i soccorsi del 118, sono anche arrivati i poliziotti del commissariato Porta Pia della squadra mobile e la polizia scientifica per i rilievi.

Al momento non è nemmeno escluso che prima di essere stata brutalmente aggredita la donna sia stata anche violentata, ma come abbiamo già detto, sarà l’autopsia a fornire ulteriori dettagli su quelli che sono stati gli ultimi istanti di vita della donna. Si tratta del terzo delitto avvenuto nella città di Roma nel giro di pochi giorni visto che nella giornata di venerdì e sabato ci sono stati altri due omicidi per mano di un unico killer che avrebbe colpito con una coltellata al cuore. L’assassino Però in quel caso venne arrestato nel giro di pochissime ore.

Le nuove telecamere per garantire la sicurezza delle donne (e non solo) in città arriveranno. Ma non prima del 2018. Nel frattempo si sta approntando la mappaturadei luoghi, municipi e parchi, dove verranno installate, quelli ritenuti più a rischio. Ci sono i tempi della gara da rispettare e poi gli “occhi elettronici” già esistenti (di edifici pubblici e privati) da mettere in rete tra loro. Ma non sarà facile perché ognuno viaggia su piattaforme informatiche differenti e il lavoro è demandato alla Città Metropolitana. In attesa che in Prefettura entro fine mese, come annunciato, si torni a riunire il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblico che dovrà tirare le somme rispetto al piano an- ti-stupri varato in accordo con Campidoglio, Regione e forze dell’ordine, all’indomani dell’aggressione ai danni di una clochard tedesca di 57 anni a Villa Borghese, ieri un’altra donna è stata vittima di violenza: uccisa e forse anche lei stuprata. Norma Maria Moreira Da Silva, 49 anni, brasiliana e con qualche precedente alle spalle, da anni viveva da senzatetto nella Capitale. Il suo corpo è stato rinvenuto ieri mattina ai piedi della scalinata d’accesso al sottopasso di Corso d’Italia, poco dopo Porta Pia, di fronte al palazzo delle Ferrovie dello Stato. Un passaggio buio e maleodorante, ostaggio di disperati e tossici. Che dovrebbe servire agli operatori del soccorso per accedere alla strada sotterranea in caso di incidenti. Da cui dovrebbero risalire in superficie automobilisti in difficoltà, comprese le donne. Ma che, come tutti gli altri accessi disseminati lungo il Corso e il Muro Torto, si trasformano in terra di nessuno. Un mondo sotterraneo, nascosto in gallerie e cunicoli, a volte strettissimi, persino relegati in locali di servizio per gli impianti tecnici, pericoloso e inaccessibile. Ogni sportello nasconde un giaciglio. L’odore di urina, ovunque, è nauseabondo. A terra escrementi umani. I topi sono gli unici altri inquilini.

Sotto Villa Borghese i tunnel sono diventati dimore in pianta stabile. Con tanto di arredamento completo di cucina, letti, attaccapanni, stoviglie e cartoni che fanno da scaffali. Segno che nessuno quei “residenti” li ha mai disturbati. Su un muro si legge una pasquinata firmata “dandy” che molti attribuiscono a un anziano clochard d’origine palermitana che dorme nelle strade di Roma: «Noi senzatetto siamo dappertutto e ovunque costruiamo gli stessi rifugi. La polizia non può fare nulla perché se ci demoliscono rispuntiamo solo un po’ più in là». Ma ormai quasi più nessuno “demolisce”.

Gli sgomberi che fino a qualche tempo fa avvenivano con cadenza regolare sono sempre più sporadici. Con meno uomini e fondi a disposizione. Spesso nemmeno segue la disinfezione finale. L’ultimo giovedì scorso, non nei sotterranei, ma nei fazzoletti verdi ai piedi della Mura Aureliane, non è stato nemmeno ultimato: i due camioncini dell’Ama pieni zeppi dei materiali di risulta accumulati, sono tornati indietro perché non avevano avuto l’ok per scaricare nell’isola ecologica. Gli operatori poi dovevano smontare alle 11. I vigili urbani del Nae, il Nucleo assistenza agli emarginati, molti di quegli “inquilini” li conoscono benissimo e gli agenti della Squadra Mobile ieri hanno bussato anche alle loro porte per acquisire informazioni utili sulla vittima dell’ennesima «brutale aggressione», come l’ha definita la polizia stessa. A Roma le donne continuano a subire, specie le più indifese che già vivono tra emarginazione e degrado, ormai cifra non solo delle periferie ma anche del Centro.



Source link

LEAVE A REPLY