Terrore al poliambulatorio: Bambino dato per morto dopo il vaccino, shock nel quartiere


Davvero una giornata tremenda di pura follia al poliambulatorio di Catania, un piccolo bambino si è sentito male ed è svenuto dopo la dose di vaccino nel frattempo una grande folla si radunava diffondendo per il paese la voce che il bambino fosse morto. In questo caso la notizia non è diventata virale come sui social network, ma è stato un vero e proprio giro di parola che ha sconvolto un intero quartiere, ma vediamo nel dettaglio tutti i fatti.

La psicosi per i vaccini, la paura di una mamma, un bambino di sei anni che sviene poco dopo l’inoculazione e una voce di quartiere che lo dà per morto. E’ accaduto tutto questo, stamattina nel Pta (Presidio territoriale di Assistenza)di Librino-San Giorgio. Il piccolo si era presentato nel poliambulatorio di San Giorgio accompagnato dalla mamma per l’inoculazione di un vaccino tetravalente. Pochi minuti dopo, mentre ancora si trovava nella saletta attigua a dove si effettuano i vaccini proprio per monitorare eventuali conseguenze, il piccolo è svenuto. “Ha avuto una crisi lipotimica (una momentanea perdita di conoscenza) – precisano dall’Asp di Catania -; una reazione che si definisce vagale e che puo’ accadere”. Il bimbo è stato, per cautela, trasferito in un posto di Primo intervento sempre a San Giorgio e si è ripreso senza altre conseguenze.


Il piccolo ovviamente, per ulteriori accertamenti, è stato immediatamente portato al pronto soccorso sempre lì vicino a San Giorgio, e si è risvegliato senza alcuna conseguenza.
Questo bruttissimo episodio, ovviamente provocato grande tensione da parte della mamma, che terrorizzata ha cominciato a piangere e ad urlare temendo che il figlioletto sia morto; suo comportamento ovviamente ha scatenato la reazione degli altri astanti del poliambulatorio.

Nel giro di pochi minuti la notizia è diventata virale nel paese, e nel quartiere si era diffusa la notizia che un piccolo bambino fosse morto al poliambulatorio di San Giorgio subito dopo la vaccinazione.

Svenimento/Perdita di coscienza

La persona è a terra, non parla, non si muove. Inginocchiati accanto, scuotila delicatamente per le spalle e chiedile se riesce a sentirti. Se c’è una risposta (anche una leggera stretta di mano) puoi considerarla cosciente; se non risponde, chiama o fai subito chiamare il 118.

Cosa Fare

• Allenta i vestiti troppo stretti (colletto, cravatta, pantaloni ecc.). • Aprile la bocca e controlla che non ci sia nulla che impedisca di respirare; se c’è qualcosa, prova
a toglierla. • Mettile una mano sulla fronte e due dita dell’altra mano sul mento; sollevale il mento e spostale la testa leggermente all’indietro. Questa manovra, chiamata iperestensione della testa, assicura il passaggio dell’aria nella gola. • Se ti sembra che la persona non respiri e che non gli batta il cuore, ricorda che le manovre di rianimazione (massaggio cardiaco e respirazione bocca-a-bocca) vanno eseguite SOLO da qualcuno in grado di farlo.

Cosa non Fare

• MAI mettere o lasciare seduta una persona incosciente. • MAI dare da bere a una persona non cosciente. • Cerca di non lasciare una persona svenuta sola; se puoi, chiedi a qualcuno di chiamare il 118. • MAI provocare il vomito in una persona svenuta.

Può capitarti di avere bisogno delle indicazioni del tuo medico di fiducia quando il suo
studio è chiuso perché è un giorno di festa  è sera tardi. In questi casi, è a tua disposizione la guardia medica, un servizio offerto ai cittadini dalle aziende sanitarie locali (ASL), per garantire un’assistenza sanitaria continuativa rispetto agli orari “scoperti” dal medico di fiducia, anche nelle ore notturne. È un servizio che puoi contattare telefonicamente o recandoti presso la sede di persona.

Roma. Non si placa la polemica sui vaccini a scuola e con l’inizio delle lezioni arrivano nuovi scontri politici. Non in regola con vaccinazioni o autocertificazioni alcuni bimbi sono stati rimandati a casa a Udine, dove è sceso in campo un avvocato per documentare l’appuntamento con una Asl, a Roma, in un istituto comprensivo de La Rustica, zona periferica della Capitale (sul totale degli iscritti il 15% non è ancora in regola), a Milano dove una coppia di genitori ha chiamato i carabinieri in classe, a Padova da scuole aderenti alla Fism.

Ma sono «singoli episodi» e con il caos «c’è una bella differenza» ha assicurato la ministra della Salute Lorenzin aggiungendo che a oggi non si sono avute «situazioni di particolare  stress. Per qualsiasi genitore che volesse mettersi in regola rispetto alla prenotazione della vaccinazione abbiamo offerto tutti gli strumenti necessari».

Non la pensa così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che in una lettera inviata alla stessa Lorenzin e alla sua collega dell’Istruzione, Fedeli parla di normativa «confusa» e «poco chiara», «applicata in modo difforme da Regioni e Comuni in tutta Italia»e paventa il rischio di una «discriminazione tra cittadini di serie Ae di serie B rispetto alla loro collocazione geografica».

In serata, le ministre hanno risposto alla Raggi in merito alle precisazioni tecniche, esprimendo «apprezzamento»per la decisione del Campidoglio di allinearsi comunque alle  norme fornite dalle circolari ministeriali.

Certo è che le Asl sono subissate di prenotazioni per i vaccini. Sono aumentate del 350& nei territori che fanno capo all’Asl Toscana centro, ovvero Empoli, Firenze, Pistoia e Prato: il direttore del dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti, ha riferito che fino ai ieri sono stati stampati 70mila certificati vaccinali: al Comune di Bologna risultano essere 2.540 (sui 4.800 iscritti alle scuole comunali) le autocertificazioni sulla regolarità della vaccinazione dei bimbi o sulla regolarizzazione entro il 10 marzo presentate via Internet e risulta copioso il numero delle autocertificazioni presentate su carta ai quartieri.

Intanto, in Lombardia è stato firmato un decreto che formalizza il ‘Percorso di recupero dell’inadempimento’ per convincere coloro che non hanno consegnato, nel termine fissato la documentazione richiesta dalla legge vaccini. «Un provvedimento che consentirà ai nostri medici – ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallerà – di tentare di convincere, entro 40 giorni (10 sono concessi alle scuole per inviare elenchi nominativi alle Ats), i genitori più reticenti a ricredersi e acconsentire alla vaccinazione. In caso contrario, coerentemente con l’obiettivo della legge che è aumentare la copertura vaccinale, avvieremo le procedure per la segnalazione e sanzione». Maglie più larghe anche in Trentino Alto Adige: per i bambini non in regola con le vaccinazioni, ovvero anche privi di prenotazione per effettuarla, in Trentino non scatterà subito l’espulsione, ma verranno consegnati appositi moduli ai genitori.

«Mi auguro che di furbi non ce ne siano. Farebbero un danno ai propri figli e alla comunità educante» ha avvertito la ministra Valeria Fedeli riferendosi al possibile escamotage di prenotare le vaccinazioni per fare entrare i figli a scuola con l’intenzione però di non farle.

Un bambino di 6 anni svenuto poco dopo l’inoculazione di un vaccino in uno degli ambulatori del PTA (Presidio Territoriale di Assistenza) di Librino-San Giorgio, e nel quartiere è scoppiato il panico. Un passaparola veloce, da mamma in mamma, dal vicino di casa al fruttivendolo sottostante, e quel bimbo, “vox populi”, era già morto. Nulla di più infondato. Ma tanto è bastato, un momentaneo mancamento, per far gridare “al morto da vaccino”.

«Il piccolo – ha avuto una lipotimia, uno svenimento – spiega Mario Cuccia, responsabile del Servizio di Epidemiologia e Prevenzione dell’Asp di Catania – . Una reazione vagale che puo’ac-cadere, così com’è accaduta in questo caso, ma che non rappresenta nulla di grave». Il bambino si era presentato nel Poliambulatorio di San Giorgio accompagnato dalla mamma. Si è sentito poco bene qualche minuto dopo l’inoculazione del vaccino, un richiamo del tetravalente morbillo-rosolia-varicella-parotite; quindi è svenuto mentre si trovava in una stanzetta attigua a quella in cui vengono effettuate le vaccinazioni e dove i piccoli pazienti rimangono per qualche minuto in osservazione, proprio per monitorare eventuali reazioni. La mamma ha cominciato a piangere e ad urlare, temendo il peggio e facendo scattare un allarme che si è presto diffuso agli altri astanti del Poliambulatorio e in breve al di fuori della struttura. Un allarme, misto a panico, che si è presto condensato nella terribile, ma falsa, notizia della morte del piccolo. Il bambino, che per cautela è stato trasferito al Pronto intervento dello stesso polo sanitario, si è poi prontamente ripreso senza ulteriori conseguenze. «Un episodio non grave – conclude il dottor Mario Cuccia – amplificato da una preoccupazione e da una concitazione eccessive che si stanno verificando in questi giorni».

Vaccinazioni: calendario vaccinale e rischi per la salute

Tutti i vaccini contengono gli antigeni degli agenti causa della malattia prevenibile. Questi agenti sono presenti in forma di:  vaccini attenuati: agenti vivi privati della componente patogena, per esempio tra i vaccini antivirali quelli anti morbillo, anti parotite, anti rosolia, anti varicella, anti herpes zoster, anti virus della febbre gialla, anti rotavirus, anti polio orale; tra i vaccini contro batteri il vaccino BGC (bacillo di Calmette-Guerin) e vaccino anti tifo orale;  vaccini inattivati: a) agenti interi uccisi, per esempio i vaccini antivirali anti polio per via iniettiva, anti epatite A, antirabbia; b) alcune componenti antigeniche, come membrane o proteine, per esempio tra i vaccini anti virali quelli anti epatiteB, anti influenza e anti papilloma virus umano, tra quelli contro batteri il vaccino antipertosse acellulare; c) sostanze prodotte dagli agenti stessi rese inattive (tossine), per esempio i vaccini anti tetano e difterite.

I vaccini con agenti vivi attenuati derivano da una modifica in laboratorio, solitamente attraverso passaggi in cultura, dell’agente patogeno (selvaggio) e mantengono la capacita di replicarsi e di evocare la risposta immunitaria, ma non quella di causare la malattia. La risposta immunitaria a un vaccino vivo attenuato e in teoria identica a quella che si determina con l’infezione naturale ed e presente già dopo una dose di vaccino, fatta eccezione per una minoranza di persone con risposta meno vivace. Per questa ragione per alcune vaccinazioni (per esempio anti morbillo-parotite-rosolia) sono previste due somministrazioni, in modo da assicurare elevate coperture vaccinali. La replicazione degli agenti vivi può rappresentare un problema in alcune categorie di persone con deficit immunitario (per esempio malati di leucemia o con infezione da virus HIV, pazienti in chemioterapia o trattamento con immunosoppressori).

Teoricamente un agente attenuato può, attraverso passaggi replicativi, tornare alla forma selvaggia. Questo fenomeno e stato descritto solo per il virus della poliomielite presente nel vaccino per via orale. I vaccini inattivati sono coltivati in colture di laboratorio e poi sottoposti a procedimenti chimici (spesso a opera della formalina) o termici di inattivazione. Possono essere composti dagli agenti interi o da loro parti.

Queste componenti possono essere di natura proteica (per esempio tossine batteriche inattivate, subunità virali) o polisaccaridica (per esempio pareti batteriche talvolta legate a una proteina per aumentarne l’immunogenicità come nei vaccini coniugati). Ovviamente gli agenti hanno perso qualsiasi capacita di replicazione, né esiste il rischio di un loro ritorno alla forma selvaggia o di interferenza con gli anticorpi specifici circolanti. Richiedono la somministrazione di più dosi, la prima delle quali non evoca risposta immunitaria.

I vaccini ricombinanti sono una nuova tipologia di vaccini antivirali prodotti con tecniche di ingegneria genetica, per esempio l’inserimento nel genoma di un vettore (lievito, batterio o plasmide) di un frammento di materiale genetico dell’agente che codifica per una componente con caratteristiche antigeniche. Un’altra modalità innovativa di preparazione dei vaccini e quella definita reverse vaccinology, in quanto prevede un percorso a ritroso che inizia nell’individuazione, a partire dall’intero genoma dell’agente patogeno degli antigeni candidati all’utilizzo nel vaccino e contrae di molto i tempi di produzione.

I vaccini contengono altre sostanze chiamate additivi (che sono stati spesso chiamati in causa come responsabili di patologie post-vaccinali) che possono essere ulteriormente classificati in: · adiuvanti, che rinforzano la risposta immunitaria (idrossido d’alluminio o fosfato di alluminio); · conservanti, con azione batteriostatica o battericida (antibiotici e antisettici); · stabilizzanti, in grado di evitare modificazioni della composizione del vaccino al variare della temperatura e dell’umidita (gelatina). Il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 ha introdotto una significativa novità nella concezione e nell’approccio alla prevenzione, con l’impegno di Stato e Regioni alla “prevenzione attiva”.

Gli obiettivi del Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale (PNPV) incluso nei LEA (Livelli Essenziali d’Assistenza) sono in linea con il Piano d’azione Europeo per le vaccinazioni 2015-2020 e sono orientati a garantire a tutta la popolazione i benefici delle vaccinazioni, migliorare la comprensione del valore di questo intervento e promuovere l’adesione consapevole. Il nuovo Calendario vaccinale 2016-2018 prevede un’estensione dell’offerta di nuovi vaccini specie per l’età pediatrica. Il calo della copertura vaccinale e un fenomeno diffuso su tutto il territorio italiano. I dati pubblicati dal ministero della Salute relativi al 2015 mostrano una discesa sotto la soglia di sicurezza del 95% per malattie come poliomielite, tetano, difterite, epatite B e pertosse.

E’ particolarmente problematica la copertura vaccinale per morbillo-parotite-rosolia (MPR), che, nonostante il lancio, nel 2003, del Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, è ancora inferiore al 95%, soglia critica necessaria a bloccare la circolazione del virus. Il SSN prevede l’offerta gratuita alle vaccinazioni previste nel calendario vaccinale Attualmente si opera una distinzione fra le vaccinazioni “obbligatorie” che sono: · per l’infanzia: antidifterica, antipoliomielitica, antitetanica, antiepatite virale B; · per l’età adulta (particolari categorie di persone): a) antitetanica (sportivi affiliati al CONI, lavoratori agricoli, metalmeccanici, operatori ecologici, stradini, minatori, sterratori); b) antimeningococcica, antitifica, antidifto-tetanica, antimorbillo-parotite-rosolia (militari all’atto dell’arruolamento); c) antitubercolare (personale sanitario, compresi allievi e studenti con test tubercolinico negativo, operatori in ambienti sanitari ad alto rischio di esposizione a ceppi multifarmacoresistenti oppure che non possano sottoporsi a terapia preventiva, per controindicazioni cliniche all’uso di farmaci specifici); e vaccinazioni “raccomandate” che sono ugualmente utili e importanti ma non imposte per legge, in genere si trarre di quelle introdotte in epoca più recente: per l’infanzia: 1) anti papilloma virus (HPV) per le ragazze nel corso del 12° anno di vita 2) antipneumococcica ed antimeningococcica C per tutti i nuovi nati 3) anti varicella per tutti i nuovi nati, a partire dal 2015 4) anti morbillo-parotite-rosolia 5) contro le forme invasive di Haemophilus influenzae b (Hib); · per l’eta adulta (particolari categorie di persone):

1) anti epatite virale B (operatori sanitari, persone conviventi con portatori cronici del virus dell’epatite B, operatori di pubblica sicurezza, politrasfusi ed emodializzati

2) antinfluenzale (persone oltre i 65 anni e/o con comorbilità croniche e debilitanti a carico dell’apparato cardiovascolare, broncopolmonare, renale, addetti a servizi di pubblica utilità)

3) anti pneumococcica (persone oltre i 65 anni e/o con comorbilità croniche e debilitanti a carico dell’apparato cardiovascolare, broncopolmonare, renale o con asplenia)

4) antitifica, anti epatite virale A e B, antipoliomielitica, antitetanica, antimeningococcica, antirabbica, contro la febbre gialla (viaggiatori in zone endemiche o a rischio). Per quanto riguarda l’offerta attiva delle vaccinazioni il PNPV si prefigge, con il calendario vaccinale: · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali ≥95% per le vaccinazioni anti difterite-tetano-pertosse acellulare (DTPa), poliomielite, epatite B, infezioni invasive da Haemophilus influenzae tipo b (Hib) nei nuovi nati e delle vaccinazioni anti DTPa e poliomielite a 5-6 anni; · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali ≥90% per la vaccinazione dTpa negli adolescenti all’età di 14-15 anni (5° dose), (range 11-18 anni); · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali per 1 dose di vaccino anti morbillo, parotite, rosolia (MPR) ≥95% entro i 2 anni di età; · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali per 2 dosi di MPR ≥95% nei bambini di 5-6 anni di età e negli adolescenti (11-18 anni); · raggiungimento e mantenimento nei nuovi nati di coperture vaccinali ≥95% per la vaccinazione antipneumococcica; · raggiungimento e mantenimento nei nuovi nati e negli adolescenti (11-18 anni) di coperture vaccinali ≥95% per la vaccinazione antimeningococcica (viene esteso al vaccino anti menigococcico B tale obiettivo); · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali per 1 dose di vaccino anti varicella ≥95% entro i 2 anni di età, a partire dalla coorte 2014 (l’obiettivo della copertura della vaccinazione anti varicella era presente già nel piano 2012-2014 ma si e deciso di posporlo al 2015 previa verifica del raggiungimento delle coperture vaccinali esistenti);

· raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali per 2 dosi di vaccinazione anti varicella ≥95% nei bambini di 5-6 anni di età (a partire dalla coorte 2014) e negli adolescenti; · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali ≥95% per la vaccinazioni anti rotavirus nei nuovi nati; · raggiungimento di coperture vaccinali per ciclo completo di vaccino anti papilloma virus (HPV) ≥70% · nelle dodicenni a partire dalla coorte del 2001, ≥80% nelle dodicenni a partire dalla coorte del 2002, ≥95% nelle dodicenni a partire dalla coorte del 2003; · raggiungimento di coperture vaccinali per ciclo completo di HPV ≥70% nei dodicenni a partire dalla coorte del 2003, ≥80% nei dodicenni a partire dalla coorte del 2004, ≥95% nei dodicenni a partire dalla coorte del 2005; · riduzione della percentuale delle donne in età fertile suscettibili alla rosolia a meno del 5%; · raggiungimento di coperture per la vaccinazione antinfluenzale del 75% come obiettivo minimo perseguibile e del 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio; · raggiungimento di coperture per la vaccinazione antipneumococcica del 75% come obiettivo minimo perseguibile e del 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio; · raggiungimento di coperture per la vaccinazione anti herpes zoster del 50% come obiettivo minimo perseguibile e del 75% come obiettivo ottimale nei sessantacinquenni e nei gruppi a rischio. Il PNPV prende in considerazione le vaccinazione per specifici sottogruppi, in base all’età o a particolari situazioni fisiologiche (gravidanza) o patologiche. Di seguito si riportano una sintesi di tali indicazioni per quanto riguarda le varie fasi della vita. Primo anno E’ di fondamentale importanza per immunizzare contro alcune delle più importanti malattie prevenibili, somministrando i cicli di base che richiederanno poi, nella maggior parte dei casi, una dose di richiamo nel corso del 2° anno. Il ciclo di base contro difterite, tetano e pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B ed epatite B e normalmente effettuata utilizzando il vaccino esavalente. Si rammenta che il 3° mese inizia al 61° giorno di vita, e che e opportuno iniziare la somministrazione del vaccino esavalente il più presto possibile per fornire una protezione rapida soprattutto nei confronti della pertosse, la cui gravita clinica e tanto maggiore quanto più e contratta precocemente.

La sola eccezione a questo e rappresentata dalla vaccinazione anti epatite B per i neonati da madre HBsAg positiva, da somministrare al più presto subito dopo la nascita, contemporaneamente all’iniezione in altra sede anatomica delle immunoglobuline specifiche anti HBs. Seguiranno poi la seconda e terza dose di vaccino monovalente antiepatite B al compimento di 1 mese e 2 mesi di vita, rispettivamente. Simultaneamente alla vaccinazione con esavalente, ma in sede anatomica diversa (quadricipite femorale della coscia controlaterale) si raccomanda la somministrazione del vaccino anti pneumococco coniugato. La somministrazione delle 3 dosi iniziali del vaccino anti meningococco B (raccomandata per tutti i nuovi nati) deve essere effettuata nel 1° anno di vita. Essendo l’incidenza massima delle malattie invasive causate da tale agente eziologico rilevata nei primi due anni di vita, e cruciale iniziare il più presto possibile il ciclo di somministrazioni. Nel caso la vaccinazione fosse iniziata dopo il 6° mese, e possibile utilizzare un ciclo a sole 3 dosi, con le prime due raccomandate, rispettivamente, al 7° e al 9° mese di vita. La vaccinazione contro i rotavirus, somministrata per via orale, e raccomandata universalmente a tutti i bambini a partire dalla 6a settimana di vita, consiste di 2 o 3 dosi (in funzione del vaccino utilizzato) ed è cosomministrabile con le altre vaccinazioni previste per l’età. Il ciclo vaccinale dovrebbe in ogni caso essere completato non oltre gli 8 mesi di vita. Secondo anno E’ l’epoca del completamento con le dosi di richiamo delle immunizzazioni contro le 6 malattie prevenute attraverso il vaccino esavalente (11°-13° mese di vita) e, simultaneamente, della dose di richiamo della vaccinazione anti pneumococco coniugata, cosi come della quarta dose del vaccino anti meningococco B. Altre fondamentali vaccinazioni sono quella anti morbillo-parotite-rosolia e antivaricella (13°-15° mese), o somministrate mediante vaccino combinato quadrivalente MPRV, oppure tramite vaccino trivalente MPR e monovalente varicella in diversa sede anatomica. Anche la vaccinazione anti meningococco C o contro i quattro tipi di meningococco ACYW135 e raccomandata tra il 13° e il 15° mese di vita. Vista la necessita di fornire in breve tempo protezione con diversi vaccini, e importante considerare gli schemi di possibili cosomministrazioni. Se si utilizza il vaccino quadrivalente MPRV, è possibile la sua cosomministrazione al 13° mese di vita insieme a meningococco B, con somministrazione ad almeno 4 settimane di distanza del vaccino MenC o Men ACYW135. Se invece si opta per la vaccinazione con vaccino MPR e monovalente anti varicella, si può prospettare la cosomministrazione di vaccino MPR insieme a al vaccino anti meningococco C oppure anti meningococco.



Source link

LEAVE A REPLY